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← Diario di Marco Bianchi

Perché d'autunno cambio gli smalti

05 ottobre 2026

Il forno è lo stesso, la ricetta pure. Eppure da ottobre i blu escono più profondi. C'entrano l'umidità dell'aria e la pazienza.

Chi entra in laboratorio in questi giorni mi trova a rifare i provini degli smalti, gli stessi che uso da anni. Sembra un lavoro inutile: la ricetta non cambia, il forno nemmeno. Ma cambia l'aria. D'autunno l'umidità a Faenza sale, e l'ingobbio asciuga più lentamente sul biscotto. Uno smalto applicato su una superficie che trattiene ancora acqua si comporta diversamente in cottura: tira di meno, si distende di più, e certi blu di cobalto escono con una profondità che d'estate non vedo mai. Non è magia, è fisica — ma va riconosciuta, non si comanda. Per questo i provini: ogni stagione rifaccio una piastrella campione per ciascuno smalto, la numero e la metto sullo scaffale accanto a quelle degli anni scorsi. È il mio archivio meteorologico in ceramica. Quando un cliente mi chiede perché due tazze "uguali" comprate a mesi di distanza non sono identiche, mostro lo scaffale: ogni pezzo porta dentro la stagione in cui è nato. Se venite a un workshop di tornitura in queste settimane, i vostri pezzi verranno cotti nella stessa infornata dei miei. Anche il vostro primo cilindro storto porterà dentro l'autunno.
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